Un gioco di troni è il libro primo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin. Le vicende narrate sono ambientate in una parte del mondo chiamata Westeros, diviso semplicemente in una parte meridionale, il Sud, e una parte settentrionale, il Nord.

Le due parti sono separate da una striscia di terra, detta “Incollatura”, all’estremo nord troviamo una terra inospitale abitata da bruti e da altre creature (come giganti) e dagli estranei, terribili e inquietanti figure che saranno in seguito protagonisti di uno scontro epico con il mondo civilizzato.
A sud di Westeros troviamo la città più importante, Approdo del Re, dove risiede appunto il Re dei regni (in totale sette) che fanno parte di Westeros e che siede sul trono di spade, un trono forgiato da Aegon il Conquistatore, della famiglia Targaryen, con le lame dei nemici sconfitti durante la conquista dei Sette Regni in un periodo anteriore ai fatti narrati nel primo libro delle Cronache.
Le casate principali sono: casa Stark di Grande Inverno, una delle grandi del Continente Occidentale e la più importante del Nord; casa Lannister di Castel Granito, una delle Grandi case dei Sette Regni e la casa principale delle Terre dell’Ovest; Casa Targaryen, una delle più antiche e, come abbiamo visto, a questa casata è legato il trono di spade; casa Baratheon e casa Tyrell. A queste si aggiungono altre casate minori, ma comunque importanti nell’economia del romanzo, come Casa Martell e Casa Greyjoy. Ogni casata ha uno stemma e un motto e il libro presenta un’appendice con una dettagliata e molto utile descrizione delle stesse che il lettore imparerà presto a conoscere perché ogni capitolo narra l’unica storia dal punto di vista di uno dei protagonisti.
In questo libro, il re è Robert Baratheon che ottiene il trono dopo aver sconfitto in battaglia Rhaegar Targaryen, erede di Aerys II, re detronitizzato e ucciso da Jaime Lannister, chiamato proprio per questo lo Sterminatore di Re. Con la morte di Aerys II si chiude la discendenza dei Re del Drago.
Sin dall’inizio, Martin descrive un mondo fatto di intrighi, sospetti e tradimenti, un classico gioco di troni dove a vincere è colui che mette a tacere la propria coscienza. Non sembra esserci spazio per la giustizia e per la lealtà, come dimostrano le parole che vengono rivolte a Lord Eddard Stark da Cersei Lannister, moglie di Robert Baratheon:
«…Quello era il tuo momento. Tutto ciò che dovevi fare era salire quei pochi gradini e sederti. Quale triste errore». «Ho commesso molti più errori di quanti tu possa mai immaginare» ribatté Ned «ma questo non lo è stato». «E invece sì, mio lord» insistette Cersei. «Quando si gioca al gioco del trono, o si vince o si muore. Non esistono terre di nessuno». Cominciò ad allontanarsi nell’oscurità del parco degli del Sollevò il cappuccio, tornando a porre in ombra il volto tumefatto, e lo lasciò solo sotto la grande quercia, nella quiete del parco degli dei, mentre il cielo scivolava dal blu profondo al nero. Di li a poco sarebbero apparse le stelle.
G. R. R. Martin, Un gioco di troni, Mondadori, Milano 2022, p. 502
Il gioco del trono è un gioco spietato e lascia l’amaro in bocca a tutti coloro che sono abituati a veder trionfare la giustizia. Quello di Martin è un intricato bosco di malvagità, odio, vendetta e sete di potere. Tuttavia il lettore deve seguire le pagine con attenzione perché, di tanto in tanto, una radura di lealtà e giustizia si apre…
Per concludere, il testo può essere anche un modo per riflettere sull’intricato mondo interiore dell’uomo, sulle sue passioni e, almeno indirettamente, sull’importanza di salvare ciò che di buono c’è nel mondo, cercare di dimorare quanto più possibile in quella radura di cui sopra e intravedere così il cielo.
Giovanni Covino



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