
Aprile 2026
§ 1.
Non fidarsi tanto di ciò che c’è, quanto piuttosto di ciò che è quello che c’è: ben visto e considerato, provato e riprovato (Massimo Roncoroni, 1 aprile 2026).
§ 2.
La complessità del reale è segno evidente di un’Intelligenza, causa prima della medesima (Giovanni Covino, 2 aprile 2026).
§ 3.
La vera mitezza non indebolisce o toglie la capacità di giudizio, ma la rende più acuta e misericordiosa, equa: è il giudizio adeguato al caso singolo (Massimo Roncoroni, 3 aprile 2026).
§ 4.
Nella bellezza della realtà esperita cogliamo, in un chiaroscuro intellettuale, l’armonia e la musicalità del tutto (Giovanni Covino, 4 aprile 2026).
§ 5.
Le parole sono pietre: esse possono costruire o distruggere. Mai sono indifferenti (Massimo Roncoroni, 5 aprile 2026).
§ 6.
Vivere è risolvere i problemi che si incontrano, custodendo nel pensiero il senso del mistero presente in tutto ciò che esiste (Massimo Roncoroni, 6 aprile 2026).
§ 7.
Se alla luce della verità possiamo guardare e vedere le cose tutte, tutti per vivere le guardano e pensano, pochi le vedono e conoscono, pochissimi le vedono e capiscono quello che conoscono (Massimo Roncoroni, 7 aprile 2026).
§ 8.
Come un tempo a chi sveniva si davano sali, a chi sia angosciato e disperato si offre una possibilità di speranza (Massimo Roncoroni, 8 aprile 2026).
§ 9.
Porsi a distanza critica dalla mondanità per evadere dal carcere della sua sostanziale vanità (Massimo Roncoroni, 9 aprile 2026).
§ 10.
Lezione “divertente”: distrae l’attenzione, che perde senso vettoriale e smarrisce punto d’applicazione significativo. Lezione “attraente”: polarizza l’attenzione, che trova senso vettoriale e focalizza punto d’applicazione significativo (Massimo Roncoroni, 10 aprile 2026).
§ 11.
Peggior forma di turpiloquio è il vaniloquio: delirio verbale e mentale (Massimo Roncoroni, 11 aprile 2026).
§ 12.
È vero, si dovrebbe discutere non per avere ragione, ma per capirsi e capire: dipende da che cosa interessi agli interessati (Massimo Roncoroni, 12 aprile 2026).
§ 13.
Profonda superficialità e insensibilità umana, inconscia inconsapevole ipocrisia da complesso difensivo, fanno sì che i rapporti con gli altri e se stessi siano tutti un dribbling: mai un incontro o un salutare scontro (Massimo Roncoroni, 13 aprile 2026).
§ 14.
La tradizione senza storia è vuota, ma la storia senza tradizione è cieca (Massimo Roncoroni, 14 aprile 2026).
§ 15.
Lezione “divertente”: distrae l’attenzione, che perde senso vettoriale e smarrisce punto d’applicazione significativo (Massimo Roncoroni, 15 aprile 2026).
§ 16.
In senso metafisico, la realtà infinita, se esiste, è e non può non essere che una. Se ce ne fossero due o più, si limiterebbero reciprocamente e rispettivamente , diventando finite (Massimo Roncoroni, 16 aprile 2026).
§ 17.
Più passa/vola il tempo degli anni nostri, più viviamo e pensiamo all’ombra di piccole e grandi ombre: quelle dei trapassati che, momento per momento, semplicemente ci precedono (Massimo Roncoroni, 17 aprile 2026).
§ 18.
Tutto nella storia umana viene, passa e va, solo ciò che è vero resta e nel tempo s’invera (Massimo Roncoroni, 18 aprile 2026).
§ 19.
La pazienza: virtù fondamentale per sostenere i “pesi” della vita (Giovanni Covino, 19 aprile 2026).
§ 20.
L’umana esperienza è alternarsi di momenti di consolazione e desolazione: nei primi, non dimenticarsi dei secondi; nei secondi, dei primi… (Massimo Roncoroni, 20 aprile 2026).
§ 21.
Le parole sono pietre: esse possono costruire o distruggere. Mai sono indifferenti (Massimo Roncoroni, 21 aprile 2026).
