Soledad

Soledad è l’ultimo libro dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni. Ennesimo del ciclo dedicato al commissario Ricciardi che, accompagnato come sempre dal fedele brigadiere Maione, ha il compito di indagare per scoprire l’assassino di Erminia Cascetta, una giovane donna bella e raffinata.

L’anno del racconto è il 1939. Il periodo dell’anno è dicembre. Siamo a ridosso del santo Natale.

Il testo è – come si evince dal titolo – un racconto della e sulla solitudine. Innanzitutto la solitudine come compagna di viaggio del commissario, ma direi in generale di tutti i personaggi del racconto. De Giovanni, difatti, è molto abile nel declinare in diversi modi, a seconda del volto che descrive, questa dimensione esistenziale.

C’è un momento nella vita di un uomo in cui si diventa fragili di cuore […] un momento in cui si ha bisogno di sentirsi giovani e forti; in cui non ci si rassegna a essere diventati un pezzo di ingranaggio, una rotella magari importante, ma pur sempre una rotella […]. Sto dicendo un sacco di banalità, vero? Lo so, purtroppo la vita in buona parte è proprio una sequela di banalità, tutto già sentito, tutto già detto. Erminia mi venne a cercare nel preciso istante in cui avevo bisogno di questo.

Soledad, pp. 130-31

In questa citazione, emerge, a mio parere, proprio la capacità di cui sopra. Nelle parole di questo personaggio, si coglie la necessità dell’uomo di trovare una persona, la necessità di un incontro per non sentirsi soli.

Tuttavia, l’Autore finisce con il sottolineare che, talvolta, l’incontro non è sufficiente per uscire da questa dimensione; e definisce questo concetto tramite l’intreccio dell’indagine (l’assassinio di Erminia e tutto ciò che gira intorno a questo delitto) con un racconto più ampio (la descrizione del periodo storico: in Europa è scoppiata la seconda guerra mondiale e in Italia si sente il peso del regime).

Sicché, per De Giovanni, il racconto della solitudine è il racconto di tutte quelle persone che gridano la loro condizione e cercano disperatamente un volto compassionevole, semplicemente umano.

Giovanni Covino

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Giovanni Covino, autore e curatore del blog.