San Bonaventura e la Teologia della Storia in Benedetto XVI

Ricevo e pubblico volentieri questo contributo sulla riflessione di Joseph Ratzinger, poi Benedetto XVI, intorno alla figura di San Bonaventura e alla sua teologia della storia. L’analisi di Ratzinger esplora il pensiero di Bonaventura da Bagnoregio, figura centrale del francescanesimo, contrapponendolo alla visione profetica della storia di Gioacchino da Fiore.

L’Autore, Giuseppe Lubrino (1990), è un docente di religione e studioso del pensiero di Joseph Ratzinger. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Religiose e attualmente insegna a Torre Annunziata. Collabora con diverse riviste culturali e teologiche e ha già pubblicato tre libri: Introduzione al pensiero di Joseph Ratzinger: una paideia cristiana (2023), In cammino per la Quaresima con Benedetto XVI (2025) e Giovani, Fede e Identità: Un Percorso di Crescita con Benedetto XVI (2025).

Buona lettura [Giovanni Covino].


Nel panorama teologico del XX secolo, pochi testi hanno saputo coniugare profondità storica e attualità educativa come San Bonaventura. La teologia della storia di Joseph Ratzinger, poi Benedetto XVI. In quest’opera, il futuro papa esplora il pensiero di Bonaventura da Bagnoregio, figura cardine del francescanesimo e della teologia medievale, offrendo una lettura che non è solo storica, ma anche profetica per il nostro tempo.

Per comprendere la posizione di Bonaventura, è necessario partire dalla teoria di Gioacchino da Fiore (1130 ca. – 1202), abate calabrese e mistico, che propose una lettura profetica della storia divisa in tre grandi epoche, ispirate alla Trinità:

  • Età del Padre: corrisponde all’Antico Testamento, epoca della legge e della giustizia.
  • Età del Figlio: coincide con il Nuovo Testamento, epoca della grazia e della Chiesa istituzionale.
  • Età dello Spirito Santo: una futura era di libertà spirituale, comunione diretta con Dio, senza mediazioni ecclesiastiche.

Gioacchino immaginava che questa terza età avrebbe inaugurato una nuova fase della storia, caratterizzata da una rivelazione più piena e da una spiritualità libera da strutture gerarchiche.

San Bonaventura, pur influenzato da Gioacchino, rifiuta radicalmente l’idea di una “terza rivelazione” che superi Cristo e la Chiesa. Come evidenzia Joseph Ratzinger, Bonaventura propone una teologia della storia fondata sulla pienezza già realizzata in Cristo. La storia non è in attesa di una nuova epoca, ma è il luogo della manifestazione progressiva del mistero cristiano.

“La Rivelazione non è un evento chiuso nel passato, ma una realtà che si dispiega nel tempo e che trova nel Cristo il suo centro e compimento” (Joseph Ratzinger, San Bonaventura. La teologia della storia, Porziuncola, 2008)

La visione bonaventuriana è profondamente cristocentrica: Cristo è il punto focale della storia, e la Chiesa è il suo corpo vivente. Ogni interpretazione del tempo deve partire dalla Parola di Dio e orientarsi verso la conformazione a Cristo.

La teologia bonaventuriana ruota attorno al mistero del Verbo incarnato. Cristo non è solo il centro della storia, ma anche il modello educativo per la formazione dell’uomo. La Sacra Scrittura, in questo contesto, non è solo fonte di conoscenza, ma strumento di trasformazione.

“La Sacra Scrittura è il libro della vita, non solo perché narra la storia della salvezza, ma perché forma l’uomo nella verità e nella carità” (Joseph Ratzinger, San Bonaventura. La teologia della storia, Porziuncola, 2008)

In un’epoca segnata dalla frammentazione del sapere e dalla crisi del senso, Bonaventura offre un modello integrale di educazione: l’uomo è chiamato a formarsi nella luce della Rivelazione, orientando la propria libertà verso il bene.

Nel contesto educativo odierno, dominato da approcci tecnicistici e da una crescente secolarizzazione, il pensiero di Bonaventura si rivela sorprendentemente attuale. Egli propone un sapere che non è solo informativo, ma trasformativo: la conoscenza deve condurre alla sapienza, e la sapienza alla santità.

Ratzinger sottolinea come Bonaventura non separi mai il sapere dalla vita né la teologia dalla spiritualità. Questo approccio è cruciale per ripensare l’educazione cristiana: non basta trasmettere contenuti, occorre formare coscienze.

La lettura di San Bonaventura. La teologia della storia ci invita a riscoprire una visione della storia e dell’educazione fondata sulla Parola, centrata su Cristo e aperta alla trascendenza.

In un tempo che sembra aver smarrito il senso del cammino umano, Bonaventura — attraverso la voce di Benedetto XVI — ci ricorda che la storia è il luogo della presenza di Dio, e che ogni educazione autentica è, in fondo, una pedagogia della santità.

Giuseppe Lubrino


Bibliografia

  • Joseph Ratzinger (Benedetto XVI), San Bonaventura. La teologia della storia, Edizioni Porziuncola, 2008
  • Gioacchino da Fiore, Expositio in Apocalypsim, a cura di E. Buonaiuto
  • Il Cattolico, “Il debito di Benedetto XVI alla teologia della storia di san Bonaventura”.

Lascia un commento



Segui il blog anche sulle maggiori piattaforme Podcast

Creato con WordPress

Giovanni Covino, autore e curatore del blog.