Il professore e il pazzo

Il professore e il pazzo (The Professor and the Madman) è un film del 2019 diretto dal regista iraniano P. B. Shemran, pseudonimo di Farhad Safinia. Il film è un adattamento cinematografico del libro The Surgeon of Crowthorne: A Tale of Murder, Madness and the Love of Words scritto, nel 1998, da Simon Winchester.

Se questo dizionario vedrà la luce sarà solo grazie a due uomini: un professore e un pazzo!

William Chester Minor

Narra la storia della redazione dell’Oxford English Dictionary.

Il filo conduttore è dunque la titanica impresa: cercare di individuare e spiegare ogni parola di lingua inglese, impresa che inizia nel 1879 e si conclude nel 1928 con il decimo volume. La vicenda, però, non scorre monotona, ma s’intreccia con la vita dei protagonisti: James Murray (Mel Gibson) è il professore autodidatta incaricato dell’impresa, uomo di immensa cultura e desideroso di mettereal servizio di tutti il patrimonio di conoscenza acquisito; William Chester Minor (Sean Penn), ex-medico americano che ha partecipato alle guerra di secessione, anch’egli uomo di grande cultura, ma che vive la sua vita tra la lucidità e la pazzia, pazzia dovuta ai traumi della guerra e ai sensi di colpa per la sua vita passata.

Per compiere l’impresa, Murray coinvolge la gente comune: invita tutti ad inviare il maggior numero di parole possibili:

Chiederemo ai volontari di scavare nelle proprie vite e trovare le parole che usano ogni giorno e poi chiederemo loro di mandarcele.

James Murray

La ricerca, tuttavia, si blocca quasi subito; ed è qui che entra in gioco il “pazzo”. Ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente dopo aver commesso un omicidio, William viene a conoscenza dell’impresa ed invia numerose lettere che permettono al professore di uscire dall’impasse e di pubblicare la prima parte del dizionario.

Tra i due, oltre al rapporto epistolare, nasce una splendida amicizia.

Il film si mantiene quasi sempre vivo perché, come dicevo, narra non solo l’impresa redazionale, ma la vita dei due protagonisti e colpisce, in particolare, la vicenda di William intessuta di sofferenza, colpa e amori mancati (commovente è il rapporto con la moglie dell’uomo ucciso dallo stesso Minor, in un accesso di follia).

In un discorso davanti ai professori dell’Università di Oxford, in difesa di William, Murray tocca, a mio giudizio, uno dei punti più alti del film ricordando la dignità dell’essere umano, la possibilità di redenzione e il dovere della società e di ogni uomo di aiutare le persone in difficoltà.

Ogni vita, nonostante tutto, è degna di essere vissuta e apprezzata.

Giovanni Covino

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