Il Napoli deve superare se stesso. La crisi come trampolino per l’internazionalizzazione

Nel mio ultimo articolo, ho parlato dell’ora più buia della gestione De Laurentiis e ho detto che il Napoli può affrontare la crisi in due modi: o soccombendo ad essa in un apatico piangersi addosso o affrontandola e raggiungendo lo status di grande.

Togliere il “quasi”, questo l’obiettivo da raggiungere.

La crisi, in questo senso, potrebbe essere uno stimolo per compiere un ulteriore passo in avanti e andare verso la completa internazionalizzazione. Uno step in questa direzione è stato fatto con il lancio del proprio brand su Amazon e come ha ricordato più volte ADL, «il Napoli si colloca ormai stabilmente tra le prime 20 squadre del ranking UEFA». Inoltre «può contare su oltre 40 milioni di tifosi e 120 milioni di simpatizzanti nel mondo».

Continuare in questa direzione è necessario ed è l’unico passo che può consentire al Napoli di uscire con maggior forza dal momento presente. In Italia solo la Juventus ha una vera e propria «strategia globale» e il Napoli, proprio guardando la Vecchia Signora, può superare se stesso. Un prima impresa (stabilità nell’Europa che conta) già è stata compiuta; ora, con l’oculatezza di sempre, bisogna puntare più in alto. Chissà, da questa crisi può nascere qualcosa…

Non tutte le tempeste arrivano per distruggerti la vita, alcune servono a ripulire il tuo cammino.

Seneca

Giovanni Covino

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