Ritratti di filosofi: Alberto Magno. Un uomo tra scienza, filosofia e teologia

Alberto de Lauging o Lauingen, detto anche Alberto Teutonicus e Alberto di Colonia, nacque verso il 1193 (secondo altri 1206) a Lauingen sul Danubio e morì a Colonia il 15 novembre 1280.

Uomo di ingegno acutissimo, studiò a Padova, dove incontrò Giordano di Sassonia. Ascoltandolo, fu spinto ad entrare nell’ordine di san Domenico. Dopo l’ingresso tra i domenicani, studiò a Colonia, per poi insegnare a Hildesheim, Friburgo, Ratisbona, Strasburgo, nella stessa Colonia ed infine a Parigi.

Nel 1248 tornò a Colonia come moderatore dello studio generale dell’Ordine. Qui ebbe come discepolo Tommaso d’Aquino di cui disse, difendendolo dai compagni che lo chiamavano “il bue muto”: «Voi lo chiamate il bue muto! Io vi dico, quando questo bue muggirà, i suoi muggiti si udranno da un’estremità all’altra della terra!»

Tutti i campi del sapere vennero battuti da Alberto: utilizzò «i libri di Aristotele come guida, ma ampliandone la discussione con continue digressioni, nelle quali utilizzò tutti i materiali che poteva avere a disposizione: le aggiunte, non marginali, testimoniano della vastità degli interessi di Alberto, che addirittura, osservando la mancanza di un’opera aristotelica sui minerali, scrisse un libro De mineralibus» (Storia della filosofia medievale). 

La nuova edizione critica (Editio Coloniensis) dell’Opera omnia prevede 41 volumi che vanno dalla logica alla biologia, dalla psicologia alla teologia, senza dimenticare la metafisica, l’esegesi e i sermoni frutto della sua intensa attività pastorale.

La Chiesa Cattolica lo venera come santo e la preghiera proposta testimonia la grandezza e gli interessi di quest’uomo che, attraverso la ricerca scientifica, è cresciuto nella conoscenza e nell’amore del fine ultimo: «O Dio, che hai reso grande sant’Alberto vescovo nel ricercare l’armonia tra la sapienza umana e la verità rivelata; fa’ che illuminati dal suo insegnamento, attraverso il progresso scientifico possiamo crescere nella conoscenza e nel tuo amore».

Giovanni Covino

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