Ritratti di filosofi. Georg Wilhelm Friedrich Hegel: raccontare la storia dello Spirito

Il complesso quanto affascinante itinerario hegeliano, sin dal suo inizio, cerca di giungere all’elaborazione di un pensiero in grado di «incidere sulla vita degli uomini» (Lettera a Schelling, 2 novembre 1800) e di superare, allo stesso tempo, tutte le divisioni e le lacerazioni della c.d. età moderna.

In questo senso, seguire l’evoluzione del pensiero di Hegel vuol dire seguire il cammino di un sistema che in primo luogo “pensa la scissione” e, in secondo luogo, cerca “un modello di riconciliazione” (cfr. L. Illetterati – P. Giuspoli – G. Mendola, Hegel, Carocci, Roma 2010). Per usare le parole di Hegel: «Ove soggetto e oggetto, oppure libertà e natura, sono pensati così uniti che la natura è libertà e il soggetto e l’oggetto non possono essere separati, ivi è il divino (Scritti teologici giovanili, Guida, Napoli 1992, p. 526-27). Hegel comincia così il suo cammino verso la filosofia ed inizia ad elaborare un progetto per superare le parzialità di cui sopra e cogliere la “struttura razionale” del reale.

Viene così descritto, in dense pagine, il cammino stesso dell’Idea o della Realtà o dello Spirito, un cammino che si articola nella descrizione (1) dell’Idea in sé, analisi – si legge in Scienza della logica (Laterza, Bari 1968, p. 16) – del «concetto puro che è il più intimo degli oggetti, la semplice pulsazione vitale, tanto degli oggetti stessi, quanto del loro pensiero soggettivo» (studiata dalla scienza della logica o del puro pensiero), (2) dell’Idea che è altro da sé, «l’idea – dice Hegel in Enciclopedia filosofica § 247 (Utet, Torino 2002)- nella forma dell’alterità» (studiata dalla filosofia della natura) e, infine, (3) dell’Idea che torna in sé (studiata dalla filosofia dello spirito) e che tratta – come si legge nell’opera appena citata – della «conoscenza più concreta e per questo la più alta e difficile […] ha il significato della conoscenza della verità dell’uomo, della verità in sé e per sé dell’essenza stessa in quanto spirito» (§ 377).

Come si può intuire, la comprensione filosofica della realtà in tutte le sue sfaccettature è il fine del sistema hegeliano, ed è proprio questo che rende, ancora oggi, l’opera di Hegel affascinante. Soprattutto è un’opera da studiare attentamente e con prudenza per evitare di smarrirsi nel grande racconto della “storia dello Spirito”.

Giovanni Covino

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