La mosca e la filosofia #philosophicalcrumbs

Qual è il compito della filosofia? Indicare alla mosca la via d’uscita dalla bottiglia.

Ludwig Wittgenstein

L’immagine che il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein (1889-1951) utilizza per parlare dell’utilità o, se si vuole, dell’inutilità (aristotelicamente intesa) della filosofia permette di concentrare l’attenzione sull’essenza di questa nobile attività dell’uomo.

Quando si leggono, per fare qualche esempio, le pagine dei dialoghi di Platone, della Metafisica di Aristotele, della Critica della ragion pratica di Immanuel Kant, la prima domanda riguarda proprio il senso di queste riflessioni, la loro “utilità”. In un contesto sociale come quello attuale – il cui interesse primario è il risultato pratico immediato – lo spazio della filosofia è davvero ridotto al minimo e la domanda sul ruolo di questa attività diviene ancor più importante. A tal proposito, l’immagine proposta dal Nostro risulta estremamente suggestiva.

Talvolta l’uomo somiglia ad una mosca che gira e rigira in una bottiglia.

Questo avviene quando le costruzioni teoretiche si allontanano dalle percezioni del senso comune (come nel caso del materialismo o dell’individualismo) conducono ad un vuoto esercizio e ad una chiusura all’essere reale che resta – come la tradizione filosofica classica insegna – il punto di partenza e di arrivo di ogni riflessione o – per usare le parole di Wittgenstein – la «via d’uscita» per la mosca.

Giovanni Covino

2 pensieri su “La mosca e la filosofia #philosophicalcrumbs

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