Pensare la soggettività pratica: percorsi tra Ricoeur e Fichte

Segnalo agli amici di Briciole filosofiche questo lavoro di Angela Renzi, Pensare la soggettività pratica.

Il volume, edito dall’Istituto Italiano per gli studi filosofici (clicca qui), «prende spunto dalla contemporanea “epoca agitata” nella quale l’identità soggettiva risulta messa in gioco nel suo contenuto, nei suoi limiti e nelle sue possibilità.

Pertanto, – come si legge in copertina – esso vuole ripensare i lineamenti di un’ontologia della soggettività, nella forma di un’ontologia relazionale dell’identità, che vede il soggetto costituirsi come soggettività pratica in grazia del riconoscimento reciproco e della relazione con l’altro».

Per raggiungere questo scopo «- facendo interloquire criticamente le istanze più contemporanee che nascono in seno al pensiero di Ricoeur (1913-2005) con il contributo dell’approccio trascendentale di Fichte (1762-1814) – il volume istituisce dei percorsi che procedono dal problema della soggettività – attraversando il campo della riflessione, della necessaria riappropriazione del sé e della coscienza come compito – alla relazione della soggettività con alcune dimensioni dell’alterità – il corpo proprio, l’alterità dell’altro e l’estraneità interiore – fino alla definizione di una soggettività pratica nella prospettiva etica del riconoscimento, della persona e dell’ontologia relazionale».

Uno studio notevole, ricco di spunti e di grande attualità.

Giovanni Covino

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