Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.
Sal. 89, 12
Due versi che mi hanno sempre colpito per la profondità filosofica che custodiscono.
Nella mia lettura, il “contare i giorni” equivale alla capacità di apprezzare i beni della vita, in primis il bene della vita in sé, poi ciò che abbiamo.
Il salmista chiede di saper apprezzare il tempo concesso e questo saper gustare è ciò poi definisce “sapienza del cuore”.
La sapienza unisce il conoscere e il gustare evitando le aride terre di uno studio fine a se stesso per presentarsi come la capacità di leggere dentro la realtà (intus-legere), di vederne le potenzialità e i limiti, comprendere che ciò che noi vediamo è qualcosa, ma non è l’Essere.
Il salmista così conduce pian piano il lettore alla comprensione intensiva della realtà. La sapienza del cuore: in profondità metafisica implicita, in altezza luce di senso morale.
Giovanni Covino



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