L’unicità del linguaggio umano

Propongo ai lettori di Briciole filosofiche questo interessante articolo del filosofo Michele Marsonet sulla natura del linguaggio umano. L’Autore riflette sulla specificità del nostro mondo linguistico mostrando analogie certo, ma soprattutto differenze con gli altri “mondi linguistici” che popolano il pianeta terra. Buona lettura! [Giovanni Covino].


Se qualcuno ci chiede perché gli esseri umani abbiano sviluppato un linguaggio molto raffinato, che a volte sembra quasi autonomo da noi, siamo portati a rispondere che ciò si deve alla necessità di comunicare in modo rapido e preciso con gli altri membri del gruppo.

Questa risposta, tuttavia, è meno soddisfacente del previsto. Infatti anche gli altri esseri intelligenti che condividono il pianeta con noi possiedono molti tipi di linguaggio, senza però giungere alla complessità e alla perfezione del nostro.

In realtà il linguaggio, per quanto ci riguarda, non nasce solo per permettere la comunicazione tra i membri del gruppo: sembra invece un istinto naturale e biologico, quasi fosse la manifestazione di una struttura biologica che è specifica della specie umana. Il linguaggio non nasce all’unico scopo di comunicare poiché, come dimostrano gli animali, esso potrebbe anche limitarsi a gesti e suoni.

Il linguaggio umano, invece, trascende questa dimensione puramente naturale. Nasce per fornire rappresentazioni di ciò che c’è ma anche di ciò che non c’è. Ci permette di proiettarci nella dimensione della possibilità, di formlare ipotesi su quanto potrebbe o non ptrebbe avvenire nel futuro. In questo senso è proprio il linguaggio a renderci liberi nel senso più pieno del termine, giacché ci permette di immaginare il futuro, di formulare ipotesi disgiunte dalla pratica, di parlare di un futuro che non si è ancora verificato. Ed è importante anche rammentare che è sempre il linguaggio a consentirci di immaginare ciò che non esiste e di dar vita mondi che, staccati dalla prassi, hanno tuttavia un’importanza fondamentale per le nostre vite.

Nessun altro animale è in grado di immaginare mondi possibili, facendo loro acquistare consistenza nella nostra mente. Non più un solo presente immutabile, dunque, ma un arco amplissimo di possibilità.

Michele Marsonet

Filosofo e già Preside di Lettere e Filosofia UniGe

La Lanterna del filosofo, in Il Giornale del Piemonte e della Liguria – Mercoledì 29 APRILE 2026 – Anno XI numero 101

Risposte

  1. Avatar auacollage

    Grazie. Molto interessante. Rispecchia la complessità delle varie società che compongono il pianeta. Riguardo alla perfezione del nostro penso che sia articolazione, sempre più specicica. Se si intende in questo modo sono d’accordissimo.
    Grazie.
    p.s. l’articolo mi è piaciuto anche per la sua lunghezza, che ritengo, per i miei gusti, ideale per qui sopra.
    Buon ponte.

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    1. Avatar Giovanni Covino

      Molte grazie e ringraziamo anche il prof. Marsonet che mi ha permesso di riprodurre questo suo testo sul mio sito web. Sulla lunghezza, comprendo quanto dici: su internet si predilige letture “rapide”…ammetto che talvolta vengo meno a queste regola aurea del mondo virtuale. Grazie comunque del commento.

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      1. Avatar auacollage

        Ti ringrazio della risposta.
        Ammetto che amo il cartaceo.
        Qualcosa in me non ama la lettura sullo schermo.

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Giovanni Covino, autore e curatore del blog.

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