L’eredità longobarda. Un’indagine fuori porta del commissario Salaris, VII

VII.

Le ultime domande sugli alibi non avevano portato nulla al momento. Dario era stato ucciso quasi trentasei ore prima del ritrovamento e tutti i membri della famiglia erano a casa.

Lasciata l’abitazione, Sapi si rivolse a Grieco. Ordinò di cominciare ad indagare su ogni membro della famiglia e di convocare la moglie di Adelchi in centrale per l’interrogatorio. Poi si rivolse a Salaris e chiese:

«Cosa ne pensi?».

«Situazione ingarbugliata. Capire qualcosa di più è necessario. Credo sia questa la strada da seguire».

«Sì, dal punto di vista finanziario, Dario non se la passava bene, ma da quanto abbiamo scoperto non ci sono persone sospette tra i suoi contatti…a quanto pare era ben voluto da tutti…».

«…immaginavo» – disse Salaris. «È quasi un vicolo cieco…».



Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 15, l’ex moglie di Adelchi si presentò puntuale in centrale. Agli occhi dell’ispettore Sapi e del commissario Salaris, si mostrò una donna alta e slanciata con un tailleur rosso e una camicetta nera. Tutto sotto un soprabito lungo dello stesso colore della camicia con una pelliccia nella zona del collo. In testa indossava un cappello colbacco e grandi occhiali da sole. Camminava verso i due poliziotti con passo lento ma deciso su tacchi alti, neri con leggeri luccichii che richiamavano quelli presenti sull’elegante borsa. La donna era stata accompagnata dal suo autista fino alla porta dell’ufficio dell’ispettore; appena seduta, si tolse gli occhiali, che nascondevano un colore verde intenso, e disse con tono fermo e con freddezza:

«Buongiorno, ispettore…dovrei essere dispiaciuta, ma non è così. Voglio essere franca…».

«La ringrazio – disse Sapi troncando subito – ma procediamo con ordine e mi dica, innanzitutto, come mai ha rotto la relazione con suo marito?».

Il tono di Sapi era quello di un uomo spazientito dai giochi di una ragazzina viziata. Salaris era lì immobile ad osservare ogni piccolo movimento della donna, ogni piccola ruga d’espressione, ogni possibile emozione.

«Beh… – disse la donna – a quanto pare una donna ha delle esigenze che non tutti gli uomini riescono a soddisfare, e Dario era uno di quegli uomini. Non c’era nessuna possibilità per la nostra relazione. Due visioni completamente diverse…».

«Cosa intende dire?».

«Dario, ispettore, era un uomo di ricca famiglia, anzi nobile, ma viveva come un uomo qualunque, mentre io ambivo ad una vita diversa. Questo ha generato delle frizioni tra di noi…Dario non era come quelli della sua famiglia…aveva in mente sole parole di saggezza del padre sull’essere nobili innanzitutto di animo».

«Da quanto ci risulta, Lei ha sperperato praticamente tutto ed è riuscita ad avere alcune delle proprietà di Dario…e che questi aveva intrapreso la strada legale…».

«Sì, è vero…sono stata molto persuasiva nei primi anni…e sulla storia dell’ultimo periodo…beh la colpa è di uno dei suoi stupidi amici, un vecchio sacerdote di Pavia che lo ha convinto ad intraprendere questa strada per non perdere quel briciolo di dignità…».

«…mi sembra il minimo» – disse Salaris con una leggera venatura sarcastica. «Lei lo ha considerato meno di nulla, lo ha sfruttato, e approfittato delle sue debolezze caratteriali…».

«Mi state accusando di qualcosa?» – disse la donna con una punta di agitazione. «Se così non parlerò più…».

«Dov’era l’altro ieri dalle 15 alle 17?» – chiese deciso Sapi.

«Basta, parlerò solo alla presenza del mio avvocato…».

«Se ha un alibi per quell’ora…non occorre nessun avvocato…».

«Non mi piace il vostro tono…».

«Signora, basta rispondere. Non è una domanda difficile…e lasci perdere il tono…».

«…ho passato la notte con uno dei miei amici presso un B&B non lontano da Pavia» – disse la donna con un leggero sforzo.

Dopo aver terminato l’interrogatorio, Sapi chiamò un altro agente per far controllare l’alibi della donna. Mentre era al telefono, entrò Grieco, impegnato fino a quel momento con la delicata ricerca sulla famiglia.  E ciò che venne fuori risultò di estremo interesse. Con dovizia di particolari, Grieco snocciolò un lungo elenco di problematiche di diversa natura. Non era il solo Dario ad avere problemi seri, ma la sua stessa famiglia: la patina brillante del nobile casato era un’ipocrita facciata che nascondeva altro e che forse solo l’orgoglio delle proprie origini non permetteva di vedere o dichiarare. La famiglia era letteralmente sul lastrico, oltre che minata da enormi conflitti interni.

[continua].

Giovanni Covino

Risposte

  1. Avatar L’eredità longobarda. Un’indagine fuori porta del commissario Salaris, VIII-IX – Briciole filosofiche

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  2. Avatar L’eredità longobarda. Un’indagine fuori porta del commissario Salaris, X – Briciole filosofiche

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Giovanni Covino, autore e curatore del blog.