Caravaggio, 8. Il cerchio si chiude

Un mistero da risolvere, un capolavoro scomparso, un investigatore d’eccezione. Briciole Filosofiche e Club Theologicum presentano un nuovo giallo estivo ispirato a uno degli episodi più affascinanti della storia dell’arte: il furto del celebre dipinto “San Girolamo scrivente” di Caravaggio.

Chi ha osato trafugare il capolavoro? Quali interessi si nascondono dietro la sua scomparsa? E come riuscirà Zerafa a risolvere un enigma che sembra senza soluzione? Chi sosterrà il frate?

L’estate del mistero è cominciata.

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Gli Autori


«Allora Zerafa – disse il Ministro – Lei ormai è un investigatore ad honorem».

Borg sorrise. Zerafa non faceva che guardare alle spalle del ministro il volto di San Girolamo, mentre risuonava nella sua mente ancora il “grazie” del sogno che aveva fatto la sera prima dell’operazione.

«Borg, cosa dice? Lo assumiamo? Ma mi dica – disse ancora il Ministro rivolgendosi al padre domenicano – come le è venuto in mente di mettersi all’inseguimento di quel furfante?».

Il Ministro era un fiume in piena. Zerafa, al contrario, non voleva che silenzio. In cuor suo sapeva perché lo aveva fatto, ma non voleva continuare a parlarne, soprattutto con chi lo aveva, in un certo senso, ostacolato o quantomeno lasciato solo. L’arrivo di un giovane tolse dall’imbarazzo il padre.

«Ministro, è tutto pronto».

«Padre, mi racconterà dopo. Ora sediamoci, arrivano per la conferenza stampa».

Borg scorse una certa ritrosia nello sguardo di Zerafa, ma era un passo da fare. Era anche meritato visto la pazienza e la costanza che aveva mostrato in quegli anni. Il commissario, dopo quell’operazione, comprese ancora di più l’importanza dell’arte: non si trattava di una semplice tela, di pittura o di pennelli, l’arte era un luogo. Il luogo dove la verità diventava qualcosa di tangibile. E questo gli fu perfettamente chiaro quando vide Zerafa lanciarsi all’inseguimento del ladro. Restò lì fuori dalla fabbrica senza parole per un attimo, poi diede il comando e con un’altra pattuglia iniziò l’inseguimento.

Vedeva il padre domenicano muoversi con una certa agilità tra le strade della città come un esperto guidatore e allora Borg decise che quello era il momento di “usare” ancora una volta Zerafa. Prese la carta della città e diede indicazioni all’agente che non perdeva di vista le due macchine davanti.

«Ora gira e accelera».

L’agente seguì le indicazioni del commissario. Studiando rapidamente la carta intuì quale fosse l’unica via che il ladro potesse seguire. Poco dopo sbucarono in una strada parallela a quella dell’inseguimento di Zerafa.

«Tra duecento metri svolta a sinistra. Accelera».

L’agente diede gas. La macchina sbandò leggermente nel momento della sterzata. Il piano funzionò. La macchina di Borg tagliò la strada del criminale che per scansarlo andò a sbattere su un piccolo chiosco provvidenzialmente non ancora aperto. Borg e Zerafa scesero dall’auto immediatamente e andarono verso la macchina.

«Aspetti, padre».

Borg si avvicinò e vide il ladro con la fronte sanguinante. Aveva perso conoscenza. Si voltò verso l’agente e comandò di chiamare l’ambulanza. Poi, allungò la mano e prese il rotolo.

«Padre questo è suo».

Zerafa si avvicino con un passo lento, gli occhi che tradivano commozione. Allungò la mano e prese il rotolo. Il tocco di quella tela gli provocò un brivido. Aprì lentamente il rotolo. Le mutilazioni inferte dai ladri erano evidenti, ma nulla riusciva a cancellare la forza del dipinto. San Girolamo era ancora lì, assorto nel suo silenzio, intento a scrivere mentre meditava sul mistero della vita e sull’inevitabilità della morte. Le luci e le ombre di Caravaggio continuavano a parlare con la stessa intensità di sempre.

«Grazie» – disse Zerafa.

Il ricordo di Borg venne interrotto dalle parole del ministro.

«Buongiorno. Siamo tutti qui per ringraziare la polizia di Malta, il padre Zerafa per lo splendido lavoro di recupero di questo straordinario dipinto. Grazie anche a coloro che, sotto la supervisione del padre, hanno restaurato quest’opera di Caravaggio».

Le parole del Ministro si diffusero nella sala. Giornalisti e fotografi rivolsero lo sguardo verso il domenicano. Zerafa abbassò per un istante gli occhi pensando al San Girolamo. Solo allora comprese che il suo compito era davvero terminato.

Giovanni CovinoBriciole Filosofiche

Fr Gabriele Scardocci OPClubTheologicum


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Immagini generate con WordPress – IA; soundtrack generata con Gemini IA

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Giovanni Covino, autore e curatore del blog.

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