Podcast Episode: Sartre. Metafisica e libertà: il fascino di una filosofia senza Trascendenza

Trascrizione

Pip: Benvenuti a Briciole filosofiche, dove anche le domande senza risposta facile meritano almeno un tentativo serio.

Mara: Oggi, con un pezzo di Giovanni Covino, esploriamo il territorio dell’esistenzialismo sartiano: la libertà come condanna, l’angoscia come conseguenza, e il nodo irrisolto di una metafisica che esclude Dio ma non riesce a farne a meno. Partiamo da Sartre.

Ritratti di filosofi: Sartre e la libertà senza fondamento

Pip: Il punto di partenza è una domanda precisa: cosa rimane dell’uomo quando si toglie ogni natura precostituita, ogni essenza data, ogni fondamento trascendente? Sartre risponde che rimane la libertà — e che questa libertà è, insieme, l’unica costituzione metafisica dell’essere umano e il suo peso più schiacciante.

Mara: Il testo di riferimento è L’essere e il nulla, e il post ne riporta un passaggio centrale: “La realtà-umana non può ricevere i suoi fini, come abbiamo constatato, né dal di fuori né da una pretesa ‘natura’ interna. Essa li sceglie e, con questa scelta, conferisce loro un’esistenza trascendente come limite esterno dei suoi progetti.”

Pip: Il che significa: nessuno ti dice chi essere, nessuna natura ti orienta, nessun fine ti è dato. Sei tu a porre i tuoi fini ultimi, e in questo atto di scelta si esaurisce — e si rivela — la tua libertà.

Mara: Da questa impostazione discende la formula più nota di Sartre: l’esistenza precede l’essenza. L’uomo è “gettato” nel mondo senza un progetto predefinito e deve costruire la propria essenza attraverso le scelte. Il post spiega che chi sfugge a questa responsabilità cade nella “malafede” — una fuga da sé che Sartre paragona, in chiave kierkegaardiana, all’esistenza inautentica.

Mara: In L’esistenzialismo è umanesimo, questa impostazione si traduce in una “morale dell’azione e dell’impegno”: Sartre definisce il suo esistenzialismo una “filosofia umanista dell’azione, dello sforzo, della lotta, della solidarietà”, con l’uomo come centro e costruttore di valore — e senza Dio.

Pip: Ed è qui che il post stringe il nodo critico: se ogni azione è orientata a un fine, e se la coerenza del progetto morale richiede un Fine ultimo, escludere la Trascendenza non libera il sistema — lo lascia sospeso.

Mara: Il post lo dice esplicitamente: negare la natura dell’uomo per non limitare la libertà finisce per negare la libertà stessa, perché la libertà è sempre libertà di qualcuno — e quel “qualcuno” rimanda necessariamente a una natura metafisica. Senza di essa, si rischia un soggettivismo senza argine.

Pip: Una filosofia che vuole tutto per l’uomo e si ritrova, proprio per questo, a non poterlo fondare davvero.


Mara: La tensione che Sartre lascia aperta — libertà senza fondamento, impegno senza Fine — è esattamente il tipo di briciola che non si finisce mai di raccogliere.

Pip: La prossima volta, vedremo dove porta il sentiero. A presto.

Tratto da Ritratti di filosofia: Jean-Paul Sartre e generato con WordPress IA.

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Giovanni Covino, autore e curatore del blog.

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