Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, II

Il diario del commissario Paolo Salaris, personaggio protagonista dalla omonima serie che trovate nella sezione Racconti, è molto più di un racconto di dolore.

Dopo la perdita del figlio Tommaso, ogni pagina diventa una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, sul tempo che scorre e sulle ferite che non si rimarginano mai del tutto. Il lutto appare come una presenza che continua ad abitare l’anima e a trasformare lo sguardo sul mondo. Attraverso i pensieri di Salaris, questi articoli ripercorrono un itinerario umano e filosofico che interroga la memoria, l’assenza e il significato della finitezza.

Se non hai letto la prima pagina di diario, clicca qui: Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, I.

Giovanni Covino


II.

17 aprile ‘99

Il passato, pur non essendo, è: vive la sua vita nella memoria che gelosamente custodisce la nostra esperienza fatta di eventi, volti, parole…

In un certo senso, la memoria lavora dilatando il nostro presente, facendo vivere, qui ed ora, ciò che non è più, in un turbinio di immagini, tracce di un tempo vicino o lontano.

Se non è più ciò che è stato, tuttavia è la memoria di ciò che è stato, sono le emozioni del tempo passato, reale è la presenza di un dolore.

Per questo, il tempo non cura le ferite, non permette di dimenticare, perché il tempo siamo noi stessi che viviamo in un presente continuo tra memoria e attesa. Comprendo solo ora la distensio animi di Agostino: se il tempo è la struttura della nostra stessa finitezza, dal punto di vista del nostro vissuto interiore è proprio questo distendersi.

E quando penso al mio piccolo Tommaso, il dolore della sua perdita si presenta proprio come una sorta di elastico che dal tragico punto dell’incidente si allunga nel centro del mio animo…

Paolo Salaris

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Giovanni Covino, autore e curatore del blog.