Gioco di bimba. Un’indagine di Renato Caccioppoli, II, 1

Renato Caccioppoli (1904–1959) è stato uno dei matematici italiani più brillanti e, allo stesso tempo, più enigmatici del Novecento. Napoletano di nascita, Caccioppoli si distinse per le sue straordinarie capacità logiche e per le sue geniali intuizioni… continua per la Nota introduttiva.

Se non hai letto la nota introduttiva e il primo capitolo, segui i link:


Gli occhi di Caccioppoli fissavano il foglio: nella mente le parole e la serie numerica si ripetevano in una specie di loop, quasi a voler esorcizzare o quantomeno eliminare l’immagine di Silvia.

Dopo aver consegnato il biglietto, Don Savino aveva, infatti, trovato le parole per descrivere quello che aveva visto e per Caccioppoli era come avere la giovane donna davanti agli occhi.

Il bel volto, un volto gentile nei lineamenti, era stato sfigurato da un colpo di pistola che l’assassino vigliaccamente aveva esploso

«Renato, avete notato la successione?» – disse don Savino, cercando di scuotere Caccioppoli con quella domanda.

«Sì, ho visto l’errore…».

«Cosa vuol dire?».

Caccioppoli era ripiombato nel suo silenzio.

«Renato, cosa vuol dire?» – ripeté il sacerdote.

«Come?».

«Perché l’errore? Ha sicuramente un senso?».

«Ah…sì, ha senso».

«Sentite – disse don Savino, alzando leggermente il tono di voce – ora abbiamo due strade: o restare qui e piangere la scomparsa della nostra comune amica o trovare il colpevole. Se Silvia ha lasciato questo biglietto, vorrà pur dire qualcosa e ho pensato subito a voi, professore, perché qualche volta ho sentito quella espressione, quel “gioco di bimba” proprio da Silvia mentre parlavate…poi la successione di Fibonacci [2]… Renato è un messaggio per voi».

Quelle parole colpirono Caccioppoli che si risvegliò come da un sogno.

«Beh, è semplice. Il “gioco di bimba” – disse sorridendo – riguarda il calcolo delle variazioni…».

«Proprio un gioco» – disse sorridendo amaramente Don Savino.

«…eh…per lei, per la sua mente…comunque, sì il calcolo e invece la serie, come sicuramente avete visto anche voi, presenta un errore – e Caccioppoli puntò il dito sulla serie – qui Silvia avrebbe dovuto scrivere 21, non 20».

«Un errore banale per essere casuale. Ma perché?».

«Dobbiamo comprendere il senso del biglietto, non della successione. Lei ha scritto che “è solo un gioco di bimba”, poi sotto la successione numerica. Deve esserci una qualche connessione…».

«Sì, è vero. Voi avete detto che Silvia usava l’espressione quando parlavate del calcolo delle variazioni, giusto?».

«Sì, esatto».

«Quindi, deve esserci un legame…».

«Sì, dobbiamo tornare a casa di Silvia, don Savino. Ve la sentite?».

Il sacerdote si alzò di scatto e annuì deciso a supportare l’amico e il mentore in questa indagine.

«Allora, andiamo ci aspetta una lunga notte».

Giovanni Covino


Note al testo

[1] La compieta è l’ultima delle ore canoniche della liturgia cristiana, recitata o cantata prima del riposo notturno. Il termine deriva dal latino completorium, che significa “compimento” o “conclusione”, poiché conclude la giornata liturgica.

[2] La successione di Fibonacci è una delle successioni numeriche più celebri della matematica. Prende il nome da Leonardo Fibonacci, che la introdusse in Europa nel 1202 nel suo libro Liber Abaci. La regola è estremamente semplice: i primi due termini sono 1 e 1 (talvolta, nella notazione moderna, si usa 0 e 1); ogni termine successivo è la somma dei due precedenti.


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Giovanni Covino, autore e curatore del blog.

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