Compagni di viaggio #lettureconsigliate

I libri sono compagni di viaggio. Spesso ritroviamo le nostre esperienze nelle pagine degli Autori che incrociamo oppure decidiamo di farci accompagnare da qualcuno (un letterato, un filosofo, uno psicologo…) per trovare risposta alle nostre domande, imparare a percorrere nuove vie per raggiungere il nostro mondo interiore o, semplicemente, per trascorrere un momento di relax sul divano della propria casa.

Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla, di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso, dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere…

ITALO CALVINO, SE UNA NOTTE D’INVERNO UN VIAGGIATORE, Incipit

Per questo, ho pensato di proporre ai lettori di Briciole filosofiche le mie letture mensili con una brevissima descrizione e un commento, sperando che questa condivisione possa essere motivo di crescita sia dal punto di vista intellettuale che umano.

I compagni di viaggio di marzo

John Sellars, Sette brevi lezioni sull’epicureismo. Epicuro e l’arte della felicità, Einaudi, Torino 2022, pp. 85.

Il testo di Sellars è una presentazione delle tesi più importanti della filosofia di Epicuro e della sua scuola. Alla domanda “Di cosa abbiamo bisogno per vivere una vita felice?” Epicuro risponde “il piacere”, ma – spiega l’Autore – si tratta di un piacere lontano da una volgare forma di edonismo per concretarsi in insegnamenti saggi e profondi.

Diversamente dallo stereotipo di uno stile di vita edonistico, l’epicureismo propone un’immagine molto più complessa e sofisticata della vita dedita al piacere. Nella sua Epistola a Meneceo, Epicuro scrisse che una vita piacevole non è una vita spesa tra feste, buon cibo e desideri carnali, “ma quel sobrio ragionare che scruta a fondo le cause di ogni atto di scelta e di rifiuto, e che scaccia le false opinioni”, in particolare sugli dei e sulla morte, che sono la sorgente principale del turbamento.

J. Sellars, Sette brevi lezioni sull’epicureismo, pp. 22-23.

Categoria: Filosofia morale.

Commento: Questo agile testo, edito da Einaudi, permette di entrare nel mondo della filosofia epicurea con estrema facilità: l’Autore, infatti, ha dato al volume un taglio divulgativo senza però scadere nella banalizzazione dei contenuti filosofici. Sottolineo il tentativo ammirevole di superare alcuni pregiudizi storiografici come l’idea che fa dell’epicureismo una scuola filosofica dedita al disordinato piacere dei sensi; al contrario la filosofia di Epicuro (e della sua scuola) si presenta ricca di spunti per la riflessione sui problemi del mondo moderno, anche se manca – a mio avviso – del “respiro” proprio della metafisica classica (penso alla “seconda navigazione” di Platone, al “Pensiero di pensiero” di Aristotele, alla tensione quasi mistica di Plotino fino ad arrivare ai grandi autori del Medioevo e della Modernità) che permette di non chiudere la vita dell’uomo nel ristretto orizzonte della finitezza.

Voto: 8,5/10.


Joanne K. Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Salani, Milano 2022, pp. 389.

Terzo capitolo dell’avvincente saga di Harry Potter. Il nemico di sempre questa volta è vicinissimo al giovane mago che affronterà un’avventura straordinaria tra mappe magiche, Animagi, Dissennatori e viaggi nel tempo…

“Non è così” disse Silente tranquillo. “La tua esperienza con la Gira Tempo non ti ha insegnato niente, Harry? Le conseguenze delle nostre azioni sono sempre così complicate, così mutevoli, che predire il futuro è davvero molto difficile… La povera cara professoressa Trelawney ne è la prova vivente. Hai compiuto un gesto molto nobile risparmiando la vita di Pettigrew”. 

J. K. Rowling, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, pp. 381-82.

Categoria: Romanzo fantasy.

Commento: Harry continua il suo viaggio, continua a conoscere il mondo magico di Hogwarts e, allo stesso tempo, se stesso. Rowling ci porta pian piano a scoprire la vita di questo giovane orfano scrivendo, anche in questo terzo capitolo, con una leggerezza straordinaria senza scadere nella banalità. Per questo il mondo di Hogwarts affascina tutti. Il mondo magico che Rowling dipinge presenta un doppio livello: la leggerezza della storia fantasy e la profondità di un racconto sulla conoscenza di sé. Degni di nota in questa terza saga sono le figure terribili dei Dissenatori (quanti ne incontriamo nella nostra vita e quante volte siamo noi stessi Dissennatori) e l’avvincente e fondamentale capitolo intitolato Il segreto di Hermione, un tocco – quest’ultimo – straordinario e sorprendente.

Voto: 10/10.


Agatha Christie, And then there were none, HarperCollins, London 2020, pp. 118.

Ten strangers are invited to a tiny island, each for a very different reason. In this way begins one of the strangest and intriguing stories by Agatha Christie: a series of murders that seems to follow the story of an old nursery rhyme.

Ten little soldier boys went out to dine;
One choked his little self and then there were nine.

Nine little soldier boys sat up very late;
One overslept himself and then there were eight.

Eight little soldier boys traveling in Devon;
One said he’d stay there and then there were seven.

Seven little soldier boys chopping up sticks;
One chopped himself in halves and then there were six.

Six little soldier boys playing with a hive;
A bumble bee stung one and then there were five.

Five little soldier boys going in for law;
One got into Chancery and then there were four.

Four little soldier boys going out to sea;
A red herring swallowed one and then there were three.

Three little soldier boys walking in the zoo;
A big bear hugged one and then there were two.

Two little soldier boys playing in the sun;
One got frizzled up and then there was One.

One little soldier boy left all alone;
He went out and hanged himself and then there were none.

Il verso finale può essere sostituito da:

One little soldier boy left all alone;
He got married and then there were none.

The judge nodded gently: “Oh, yes. I have no doubt that have been invited here by a madman – in fact, I believe we have been invited here by someone who is probably a dangerous, homicidal madman”.

A. Christie, And then there were none, p. 23.

Categoria: Romanzo giallo.

Commento: I testi di A. Christie sono sempre molto piacevoli e hanno una trama sempre avvincente. Nel caso specifico, l’Autrice descrive un gruppo di persone su un’isola che, pur non conoscendosi, sono accomunati da un oscuro segreto. L’animo umano è turbato dalla colpa e ogni sguardo è uno sguardo di sospetto: ecco la descrizione che più colpisce di questo classico romanzo giallo.

Voto: 9/10.


Margaret MacMillan, War. Come la guerra ha plasmato gli uomini, Rizzoli, Milano 2021, pp. 355.

Il testo di MacMillan è un saggio su uno dei grandi misteri dell’umanità: la guerra. L’Autrice, in nove capitoli, descrive questo fenomeno da diversi punti vista, soffermandosi sui primi scontri organizzati, sulla natura umana, sulle ragioni che portano ai conflitti e sulla possibile liberazione definitiva dagli stessi.

Abbiamo visto, quindi, che le ragioni che portano allo scoppio di una guerra sono molteplici e variano a seconda dei tempi e dei luoghi. Rapimenti, storie d’amore, religione, conflitti dinastici, conquista, imperialismo, assassinii e messe in scena. Vi sono però alcune motivazioni che si presentano in maniera costante: avidità, autodifesa, sentimenti e idee.

M. MacMillan, War, p. 60

Categoria: Storia.

Commento: Come accennavo poco sopra, questo saggio è un percorso che tenta di descrivere la guerra da diverse prospettive. L’Autrice parte dalla constatazione di un fatto: la storia dell’uomo è piena di conflitti e questo stato di cose sembra quasi essere connaturale, una nostra inevitabile modalità d’azione. Sono di estremo interesse le pagine che MacMillan dedica alle ragioni della guerra (il secondo capitolo) in cui mostra – nella diversità di tempi e luoghi – la presenza di alcune costanti nella storia dei conflitti dell’umanità. Da sottolineare anche i numerosi riferimenti alle testimonianze di chi ha vissuto in prima persona la guerra (con citazioni da diari, lettere, romanzi storici ecc.). Nonostante la scelta di un taglio divulgativo, alcuni capitoli risultano un po’ ostici e poco scorrevoli (da qui il voto), ma sono comunque interessanti e di grande utilità. Un docente di storia, per esempio, potrebbe leggere qualche estratto in classe e far riflettere i più giovani sulla natura della guerra e sulla radice della conflittualità.

Voto: 7,5/10.


Joanne K. Rowling, Harry Potter e il Calice di Fuoco, Salani, Milano 2022, pp. 652.

Il quarto libro della saga segna la fine di una fase della vita di Potter e l’inizio di un’ altra – come suggerisce il titolo dell’ultimo capitolo L’inizio. Harry è ormai un giovane mago con una buona consapevolezza di sé e del suo progetto di vita.

In questo volume, tuttavia, scoprirà aspetti del suo passato importantissimi e l’avversario di sempre – Voldemort – mostrerà tutta la sua forza.

«Non tutti» disse Hagrid con voce rauca. «Non tutti vogliono che resto». «Insomma, Hagrid, se stai cercando di ottenere il consenso universale, temo che resterai chiuso in questa capanna per un sacco di tempo», disse Silente, che ora lo scrutava con sguardo deciso attraverso gli occhialetti a mezzaluna. «Da quando sono diventato preside di questa scuola, non ho passato una settimana senza ricevere almeno un gufo di protesta per il modo in cui la dirigo…».

J. K. Rowling, Harry Pottere e il Calice di Fuoco, pp. 410-11.

Categoria: Romanzo fantasy.

Commento: Rispetto ai precedenti, questo capitolo della saga procede con un ritmo diverso: credo sia un capitolo di riflessione e, per questo, cruciale nell’economica generale, necessario al lettore per comprendere le vicende che ruotano intorno a Harry Potter. Non mancano, come sempre, colpi di scena e verità inattese. La presenza di Silente, discreta e saggia, merita una menzione particolare: nelle sue parole molti degli insegnamenti che Rowling vuole condividere con giovani e meno giovani.

Voto: 9,5/10.


Johan Ickx, Pio XII e gli ebrei, Rizzoli, Milano 2021, pp. 547.

Il volume di J. Ickx apre al lettore le porte della sezione “Pio XII” dell’Archivio Vaticano: sono documenti molto importanti perché fanno luce su un periodo della storia molto difficile e su uno dei temi più dibattuti nella recente storiografia, vale a dire il ruolo della Chiesa cattolica e, nello specifico, del papa Pio XII nell’immane tragedia della seconda guerra mondiale.

L’archivista dà al lettore (e allo studioso) la possibilità di avere sotto mano testimonianze documentali autentiche e «ricostruisce le vicende che videro protagonisti papa Pacelli e i suoi più stretti collaboratori, il celebre Bureau».

Nessuno conduce una vita perfetta, neanche i santi più amati e riveriti, ma tutti meritiamo di essere ricordati in maniera veritiera. Il libro svela un uomo che si affanna per reggere il peso dell’incarico, gli ideali della Chiesa e gli insegnamenti di Cristo in un’epoca in cui molti avrebbero potuto mettere in discussione l’esistenza di Dio.

J. Ickx, Pio XII e gli ebrei, p. 16.

Categoria: Storia.

Commento: Marc Bloch diceva che la storia è la scienza degli uomini nel tempo. Una definizione che esprime, a mio parere, con estrema chiarezza la difficoltà del mestiere dello storico: seguire le tracce che il tempo ha lasciato per cercare di ricostruire, con onestà intellettuale, il passato e la vita degli uomini. Un’impresa immane. L’autore di questo studio cerca di raggiungere questo scopo analizzando i documenti relativi al pontificato di Pio XII che papa Francesco, nel marzo del 2020, ha messo a disposizione dei ricercatori per far luce su questo periodo buio della storia dell’uomo. Interessante la struttura che l’Autore ha deciso di dare al suo lavoro: una serie di racconti che testimoniano le attività diplomatiche di papa Pacelli e dei suoi collaboratori durante la seconda guerra mondiale: ogni capitolo mette in luce aspetti diversi dell’attività della diplomazia vaticana.

Si tratta di un tema di estremo interesse ben affrontato dall’Autore di questo studio e che merita ulteriori approfondimenti per una narrazione per quanto possibile onesta e veritiera.

Voto: 9/10.


Joanne K. Rowling, Buona vita a tutti. I benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione, Salani, Milano 2017, pp. 74.

Questo piccolo testo riporta il discorso che l’Autrice di Harry Potter ha tenuto in occasione della cerimonia di laurea di Harvard 2008. I temi – come si evince dal titolo – sono il fallimento e l’immaginazione: Rowling racconta la propria esperienza e invita i giovani neolaureati ad aprirsi alle opportunità della vita.

Allora perché parlare dei benefici del fallimento? Per il semplice fatto che il fallimento mi costrinse a eliminare tutto ciò che era superfluo. Smisi di illudermi di essere qualcosa che non ero e presi a incanalare ogni mia energia nel portare a termine l’unico lavoro che mi stava a cuore. […] Con il realizzarsi della mia più grande paura mi ero ritrovata libera, ero ancora viva […] il fondo che avevo toccato diventò la solida base su cui ricostruii la mia esistenza.

J. K. Rowling, Buona vita a tutti, pp. 32-33

Categoria: Discorsi e riflessioni.

Commento: Questo breve discorso per i giovani laureati di Harward è una sorta di “apologia del fallimento”. Naturalmente non si tratta di considerare il fallimento in sé come qualcosa di positivo, bensì evidenziare aspetti che, nell’economia generale di un progetto di vita, risultano essere passi importanti verso la propria realizzazione.

Rowling, con la solita maestria, imbastisce un discorso con tanti consigli pratici, utili per la crescita personale e offre ai giovani mezzi per scrivere il racconto della propria vita. Nell’attuale contesto socio-culturale è di estrema importanza parlare del fallimento, far comprendere che sbagliare fa parte del percorso, così come sottolineare – come fa l’Autrice – che la persona umana non è un titolo, un lavoro, una posizione sociale (su questo rimando alla breve recensione de L’arte di vivere).

Voto: 8/10.


Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Neri Pozza, Vicenza 2022, pp. 208

Pubblicato recentemente in una nuova edizione, questo piccolo ma denso volume di Remarque racconta la storia di alcuni giovani tedeschi al fronte occidentale durante la prima guerra mondiale.

Una storia che narra le vicende della gioventù tedesca che, dinanzi agli orrore della guerra, scopre il terrore della morte e vede scivolare come acqua tra le mani la bellezza della vita.

Mi siedo accanto al suo letto [della madre] e, fuori dalla finestra, nel giardino dell’osteria di fronte, vedo scintillare i castagni in varie sfumature dorate. Respiro lentamente e ripeto dentro di me “Sei a casa, sei a casa”. Ma un certo impaccio non mi vuole abbandonare, non mi ritrovo ancora completamente. Ecco mia madre, ecco mia sorella, ecco le mie farfalle, ecco il mio pianoforte di mogano…ma io non ancora qui. Tra me e queste cose c’è un distacco, c’è un velo.

E. Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, pp. 117-18.

Categoria: Romanzo storico.

Commento: Come sottolineato da molti critici, il testo di Remarque è uno dei libri che meglio descrivono la tragedia della grande guerra. Il lettore, in queste pagine, riesce quasi a toccare con mano la realtà vissuta dai protagonisti, a sentire il terrore che, veloce, partiva dalla punta dei piedi e raggiungeva i capelli.

Anche l’esperienza della licenza è descritta con crudo realismo, un dipinto della nuda e incolpevole indifferenza che il soldato era costretto a vivere in famiglia tornando dal fronte.

L’orrore della guerra non lascia nessuno, succhia tristemente la vita che scorre nelle vene.

Voto: 9/10.


Eugenio Mazzarella, Contro Metaverso. Salvare la presenza, Mimesis, Milano-Udine 2022, pp. 142.

Questo breve saggio di Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli, analizza il nuovo progetto di Zuckerberg: il Metaverso. La promessa dell’ideatore di Facebook è quella di una vita ibrida, una vita potenziata dove online (virtuale) e offline (reale) si incontrano dando vita ad un nuovo mondo grazie al supporto delle moderne tecnologie che si fondano sulla cd intelligenza artificiale.

AI e ICT che sovvengono in funzioni di protesi i bisogni esistenziali della disabilità (finalità, tra le altre possibili, in cui risiede la moralità e la dignità dell’impresa scientifica) sono le stesse che possono essere usate per la disabilitazione di massa a fini lucrativi e di controllo politico-sociale dell’ordinaria abilità umana.

E. Mazzarella, Metaverso, p. 106.

Categoria: Filosofia&IA.

Commento: Questo agile testo del prof. Mazzarella è una sorta di pungolo che spinge il lettore ad interrogarsi sulle nuove tecnologie e sui recenti progetti di “realtà aumentata” proposti da Zuckerberg.

Evitando ogni banale ed inutile demonizzazione, il lettore viene posto dinanzi ad un interrogativo che riguarda la sua stessa essenza di essere uomo e, di conseguenza, ad interrogarsi sulla sua futura presenza. Il sottotitolo del volume è chiaro: compito principale del nuovo mondo è salvare questa presenza, salvare l’uomo, corpo e anima, da una degenerata forma di sopravvivenza e dall’illusione che il progresso tecnologico possa essere la nuova pietra filosofale.

Il primo passo da compiere per uscire fuori da questa illusione risiede nel vivere con consapevolezza queste realtà, non rinunciando al nostro proprium di esseri morali, quindi responsabili; essere consapevoli che, in realtà, non c’è nulla di intelligente nella cd “intelligenza artificiale” (che è alla base dei nuovi mondi) se non l’uomo che l’ha prodotta.

Voto: 8/10.


Se vuoi leggere altre descrizioni e/o recensioni:

  1. Letture di gennaio.
  2. Letture di febbraio.

2 pensieri su “Compagni di viaggio #lettureconsigliate

  1. Pingback: Compagni di viaggio: aprile #lettureconsigliate | Briciole filosofiche

  2. Pingback: Compagni di viaggio: maggio #lettureconsigliate | Briciole filosofiche

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