Trascrizione
Pip: Briciole filosofiche — briciole di pane, o briciole di senno? Dipende da quanta misura si porta al banchetto. Giovanni Covino ci porta oggi nel cuore della riflessione platonica.
Mara: Esatto. L’episodio di oggi esplora il concetto di misura in Platone — metafisica, morale e politica — e quello che succede quando la misura viene meno. Cominciamo da lì.
Il medico, i bambini e le lusinghe del pasticciere. Il concetto di misura in Platone
Pip: Il punto di partenza è semplice: “misurare” non significa solo calcolare lunghezze. C’è un secondo senso, metafisico-morale, che riguarda l’equilibrio, il limite, la moderazione — e Platone ne fa il centro di tutta la sua filosofia.
Mara: Nel Filebo, Platone lo dice in modo netto. Ecco il passo: “il piacere non è il primo bene da acquistare e neppure il secondo, ma che il primo, in qualche modo, riguarda la misura, il misurato e conveniente, e tutto quanto di simile bisogna pensare che abbia la natura dell’eterno.”
Pip: Quindi il piacere non è il vertice della gerarchia — lo è la misura. E quella misura ha radici nell’eterno, nell’idea di Bene. Senza quel fondamento, l’anima non sa ordinarsi, e la vita buona resta irraggiungibile.
Mara: Questo vale anche in politica. Nelle Leggi, Platone descrive cosa succede quando si eccede: “Se a quel che è piccolo si dà troppo, passando la misura — ad esempio troppe vele alle navi, troppo cibo ai corpi, troppo potere alle anime — l’insieme ne risulta sconvolto.” Il potere senza misura produce ignoranza, odio, autodistruzione.
Pip: Troppo potere a un’anima giovane è come troppe vele su una barca in tempesta. La fisica è impietosa, e Platone anche.
Mara: La conseguenza pratica è che l’arte del misurare — citata nel Politico — diventa lo strumento fondamentale del buon legislatore. Non è un dettaglio tecnico: è la condizione di possibilità della giustizia stessa.
Mara: E il rischio opposto, quello del relativismo, è altrettanto concreto. Senza una misura metafisica oggettiva, si moltiplicano le rivendicazioni di diritti e si smarrisce il senso dei doveri.
Pip: Ed è qui che arriva l’immagine del Gorgia — quella del medico accusato davanti a una giuria di bambini convinti dal pasticciere. Chi dice la verità rischia la condanna; chi lusinga vince. La misura non basta se il tribunale è fatto di palati golosi.
Mara: È un’immagine che parla direttamente al presente: la democrazia regge solo se chi la abita accetta di cercare la verità e di riconoscere i propri limiti. Quando questo non accade, il pasticciere ha sempre la meglio sul medico.
Pip: Misura come radice metafisica, misura come condizione della democrazia. Non è poco per una briciola.
Mara: La prossima volta vedremo dove ci porta il filo. Ci sentiamo.
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