Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, VI

Il diario del commissario Paolo Salaris, personaggio protagonista dalla omonima serie che trovate nella sezione Racconti, è molto più di un racconto di dolore.

Dopo la perdita del figlio Tommaso, ogni pagina diventa una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, sul tempo che scorre e sulle ferite che non si rimarginano mai del tutto. Il lutto appare come una presenza che continua ad abitare l’anima e a trasformare lo sguardo sul mondo. Attraverso i pensieri di Salaris, questi articoli ripercorrono un itinerario umano e filosofico che interroga la memoria, l’assenza e il significato della finitezza.

Se non hai letto le prime pagine di diario:

Giovanni Covino


VI.

14 maggio ‘99

Che cos’è la vita dell’uomo? Qual è il peso del suo dolore dinanzi al «giorno senza tramonto», nello «splendore dell’eternità»?

Dalla risposta a questa domanda dipende il senso di quel terribile giorno, delle lacrime, dei silenzi, dell’infame solitudine che attanaglia il cuore e la mente nel buio della disperazione.

Solo lo splendore del Vero e del Bene può illuminare l’angolo misterioso che chiamiamo «la nostra vita».

Sì, perché un peso così grande come quello della perdita di una persona cara le nostre misere spalle non riescono a sostenerlo: è il peso del tempo che è stato e del tempo che sarebbe potuto essere, il tempo delle molteplici possibilità che si sono perdute quando il respiro ha lasciato questa terra.

Paolo Salaris

Rispondi



Segui il blog anche sulle maggiori piattaforme Podcast

Creato con WordPress

Giovanni Covino, autore e curatore del blog.

Scopri di più da Briciole filosofiche

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere