Il diario del commissario Paolo Salaris, personaggio protagonista dalla omonima serie che trovate nella sezione Racconti, è molto più di un racconto di dolore.
Dopo la perdita del figlio Tommaso, ogni pagina diventa una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, sul tempo che scorre e sulle ferite che non si rimarginano mai del tutto. Il lutto appare come una presenza che continua ad abitare l’anima e a trasformare lo sguardo sul mondo. Attraverso i pensieri di Salaris, questi articoli ripercorrono un itinerario umano e filosofico che interroga la memoria, l’assenza e il significato della finitezza.
Se non hai letto le prime pagine di diario:
- Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, I.
- Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, II.
- Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, III.
- Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, IV.
- Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, V.
- Omnia tempus habet. Diario di Paolo Salaris, VI.
Giovanni Covino
VII.
21 maggio ‘99
Il dolore ha qualcosa di personale: ogni individuo, nella sua unicità, lo vive come suo proprio.
Non esiste alcuna identità: si tratta di una fisionomia esistenziale irripetibile. Solo Dio può davvero comprendere e sostenere il peso presente nel cuore di una persona perché
Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre.
Non si tratta dell’illusione di un rifugio, ma di uno sguardo per così dire completo sull’esistenza che a noi sfugge di mano come acqua.
Paolo Salaris



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