1899

Baran bo Odar e Jantje Friese, dopo le 3 stagioni (26 episodi totali) di Dark (clicca qui), hanno ipnotizzato il pubblico con un’altra serie tv: 1899 (distribuita da Netflix a partire dal 17 novembre).

I due registi ancora una volta si confrontano con l’enigma del tempo. In Dark abbiamo un intreccio di storie che si svolge su diversi piani temporali principali: 1953, 1986 e 2019 nella prima stagione; nella seconda le vicende si estendono anche nel 1921 e nel 2053, mentre nella terza le vicende giungono fino al 1888. Con questa serie mozzafiato, Odar e Friese mettono sullo schermo nuovamente la possibilità del viaggio temporale e il tentativo di rompere la catena della causalità, mostrandone tutti i paradossi come nel precedente lavoro.

Anno 1899. Una nave diretta a New York è costretta a cambiare la propria rotta, dopo aver ricevuto un segnale di emergenza dalla nave gemella Prometheus, scomparsa quattro mesi prima. Questo fatto segna l’inizio di un viaggio nel viaggio.

Raggiunta la nave, infatti, le vicende si susseguono svelando man mano la verità sulla misteriosa scomparsa e i legami che la nave diretta a New York ha con il Prometheus. I protagonisti si muovono e agiscono, ma, con il passare del tempo, sembrano pedine in mano a forze più grandi. Il tutto condito con l’uso sapiente dei nuovi mezzi tecnologici che danno vita a scene davvero suggestive e una magnifica colonna sonora che accompagna l’angosciante e inquietante viaggio.

Gli episodi (8 in tutto) pian piano mostrano le forze misteriose che si celano e lo spettatore riesce a comprendere l’intricato disegno, nonché la scelta dei versi di apertura:

La mente è più estesa del cielo – perché – mettili fianco a fianco – l’una conterrà l’altro – e Te, anche

La mente è più profonda del mare – perché – tienili azzurro contro azzurro – l’una assorbirà l’altro – come una spugna un secchio assorbe

Emily Dickinson

Una serie da non perdere…con un finale davvero sorprendente!

Niente è come sembra.

Giovanni Covino


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