1917. Una storia nella grande storia

La terribile storia della prima guerra mondiale raccontata da Sam Mendes nel film 1917 merita di essere visto e rivisto. Si tratta, a parere di chi scrive, di uno dei migliori film dell’anno.

La pellicola racconta una storia nella grande storia: due caporali britannici, Tom Blake e William Schofield, ricevono l’ordine di attraversare le linee nemiche per consegnare un messaggio che potrebbe mettere in salvo 1600 uomini. Questi, infatti, sono sul punto di attaccare l’esercito tedesco in ritirata, ma si tratta, in realtà, di una trappola studiata a tavolino dai tedeschi.

Inizia così il lungo viaggio dei due caporali, un viaggio fatto di azione, di movimento che va a contrapporsi alla staticità della grande guerra. Alle immagini delle trincee, delle città devastate, dei morti, all’aria di disperazione che si respira in ogni scena fa da contraltare la speranza dei due giovani di portare a termine la missione e salvare vite umane: una lotta contro il tempo. Blake ha anche un motivo in più: riabbracciare il fratello che fa parte dei 1600 uomini. Tom però non raggiungerà il fratello. Solo Schofield riuscirà nell’impresa. Dopo diversi pericoli scampati e momenti in cui emergono, nell’orrore della guerra, sprazzi di umanità, il caporale raggiunge il luogo finale e scopre che l’attacco è già in corso. Tuttavia, Will riesce a impedire che la seconda ondata possa aggiungere altre vittime, consegnando il messaggio al colonnello Mackenzie.

A questo punto, Schofield si mette alla ricerca di Joseph, fratello di Blake. Trovato, Will comunica la notizia della morte del fratello minore e consegna gli oggetti del fratello deceduto. Qui possiamo apprezzare una delle scene più toccanti del film: Will chiede di poter scrivere alla madre, Joseph acconsente e ringrazia il giovane caporale di essere stato con il fratello fino all’ultimo.

Giovanni Covino


Un pensiero su “1917. Una storia nella grande storia

  1. Sono così poco appassionato al cinema che dovrei solo tacere. E tuttavia ho stima in Giovanni Covino e pertanto dopo aver letto la breve ma intensa recensione credo di poter dire che, si, è un film che val la pena di vedere!

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